domenica 6 giugno 2010

JIMI SANTO SUBITO


ENZO GENTILE
JIMI SANTO SUBITO
( QUARANT’ANNI DI MITOLOGIA HENDRIXIANA)


Il libro analizza il personaggio e soprattutto guarda ai motivi che ne hanno alimentato la leggenda dalle prime incisioni del 1966 fino ai giorni nostri.

Jimi Hendrix, la sua musica, il suo stile di chitarrista stratosferico, la sua inventiva di cantante e compositore, hanno attraversato l’arte e il costume, il suono e le classifiche dalla metà degli anni Sessanta a oggi, per una densità, una qualità, una continuità sbalorditive se si pensa ai tempi con cui si consumano gli eroi grandi e piccoli nel mondo dello spettacolo.
Per l’artista di Seattle (1942-1970) la storia si dimostra completamente diversa e tuttora il suo mito vive di luce propria, grazie alle pubblicazioni discografiche, all’influenza esercitata su generazioni intere di gruppi e musicisti, all’attualità della sua figura, recentemente utilizzata anche come testimonial nella campagna pubblicitaria di un importante marchio di jeans. Hendrix, più di ogni altro protagonista della cultura popolare del Novecento, riassume nella sua opera genio e modernità, tradizione e ricerca, per un quadro produttivo completatosi in meno di quattro anni.
Nel volume, insieme a una ricca selezione di immagini che coprono la carriera e ad aspetti meno conosciuti della vita fuori dal palcoscenico, si raccontano e si spiegano i motivi di questo fenomeno che non ha uguali e anzi si amplifica, si alimenta con progetti e produzioni sempre seguitissimi dai media e dal grande pubblico.
Totem trasversale e senza età, Hendrix viene qui esaminato e illustrato con una serie di sguardi in profondità: Jimi maestro di performance dal vivo, autore di canzoni dai testi lucidi e visionari (tradotti e commentati), osannato da amici e colleghi di cui si riportano decine di dichiarazioni, e ricordato in una rara intervista al padre Al e alla sorellastra Janie, oggi a capo della società che ne cura la memoria e gestisce l’eredità.
Una gran quantità di curiosità e sfaccettature poco note dell’artista saranno integrate da una guida minuziosa, e aggiornata, a oltre sessanta tra dischi e dvd, frutto di una strabiliante epopea produttiva, e da una panoramica su articoli storici e più recenti ripresi dalla stampa italiana.
“Jimi Santo Subito” ospita anche gli interventi di giornalisti e studiosi che riflettono intorno al pianeta-Hendrix da diverse angolazioni: i legami con il jazz, il suo ruolo all’interno della comunità nera, i rapporti con il potere e le ‘attenzioni’ riservate da polizia e servizi segreti, l’aspetto di icona nel campo dell’immagine, la tensione ‘mistica’ che sprigionava il personaggio, i contatti con i musicisti nostrani in occasione del tour italiano del 1968.
Duecento pagine che sono un atto d’amore per Jimi, la sua musica e quello che hanno rappresentato.

Enzo Gentile (Milano, 1955), giornalista e critico musicale. Ha scritto per un centinaio di testate di ogni periodicità (Repubblica, Mattino, Europeo, Panorama, Diario, Linus, Ciak, Jam…) e lavorato per radio e tv (RadioRai, Radio Popolare, Radio 24…). Docente universitario (Cattolica e Iulm, a Milano), in master e corsi di formazione (Bologna, Parma, Mantova), ha curato convegni e mostre (Beatles, Woodstock, la grafica nelle copertine del jazz e del rock), ed è autore di saggi e presentazioni per le maggiori istituzioni (dalla Scala al Piccolo Teatro), oltre che di una dozzina di libri ad argomento musicale (Note di pop italiano, 1978, Arcipelago rock, 1987, Rock around the clock, 1995, Enciclopedia del pop-rock, 1999, A day in the life, 2006, Beatles ’68, 2008, …). E’ ideatore e direttore artistico di varie manifestazioni, da Suoni e Visioni (dal 1990) a Music club (2009).


3 commenti:

riccardo ha detto...

Ebben si,
io ci sono stato. Non ricordo il giorno, ma per certo sono andato per accompaganre Patrizia M. ( persa di vista - abitava a Viale Aeronautica, ha poi fatto veterinaria) per il concerto del pomeriggio , e poi all'uscita ero cosi impressionato, che mi sono messo in fila per comprare un biglietto per la sera, sempre li al Brancaccio di Roma, e l'ho visto una seconda volta.
Posto nel parterre, circa a meta sala. .
E forse stato uno dei primo concerti visti in vita mia, avevo 17 anni e mezzo ed ero appena arrivato a Roma dall'estero. Sinceramente penso che sia stao il primo concerto delle mia vita ( grazie Patrizia, te ne saro per sempre grato) e nello stesso arco di tempo li al Brancaccio ho vissuto i Cream - Crossroads e poi Jan ANderson coi Jethro Tull.
Era propio li, vicino e vero, tranquillo , relaxed, voleva sfoggiare e fare i pezzi o le suonate esibizionistiche, dietro la schiena, poi con labocca e la lingua, poi con una mano sola, poi gli effetti, e poi roteare la chitarra, eccitare o incitare il pubblico. Stava bene e si divertiva, sereno. Alla fina mi ricordo che rompeva la chitarra, mi ricordo delle fiamme, mi ricordo che era piena la sala.
Questo dei raddoppio del concerto lo ho fatto altre volte, una momorabile fu con Jackson Brown a Castel Sant'Angelo.
Ecco cosi a caldo le impressioni che mi arrivano alla mante, sono contento che tu abbia preso questa iniziativa.
Ora ti saluto, che devo uscire,
Alla prossima
Dicky , nato nel 1950 dicembre.
Quindi avevo 17 annie qualche mese.
Si abitavamo al seraficoe, ed al Palazzo delle SProt ci sono passati tutti i gruppi del tempo, e ne ho visti tantissimi, Rolling Stones, Deep Purple, Pinkfloid, e altri, ma questo in altro tempo. . . Quello di Jimi fu il piu vero e bello. . ciao, e pero mi potresti dire un po' di te: chi sei e che fai enlla vita ?
A memoria i pezzi

riccardo ha detto...

Ebben si,
io ci sono stato. Non ricordo il giorno, ma per certo sono andato per accompaganre Patrizia M. ( persa di vista - abitava a Viale Aeronautica, ha poi fatto veterinaria) per il concerto del pomeriggio , e poi all'uscita ero cosi impressionato, che mi sono messo in fila per comprare un biglietto per la sera, sempre li al Brancaccio di Roma, e l'ho visto una seconda volta.
Posto nel parterre, circa a meta sala. .
E forse stato uno dei primo concerti visti in vita mia, avevo 17 anni e mezzo ed ero appena arrivato a Roma dall'estero. Sinceramente penso che sia stao il primo concerto delle mia vita ( grazie Patrizia, te ne saro per sempre grato) e nello stesso arco di tempo li al Brancaccio ho vissuto i Cream - Crossroads e poi Jan ANderson coi Jethro Tull.
Era propio li, vicino e vero, tranquillo , relaxed, voleva sfoggiare e fare i pezzi o le suonate esibizionistiche, dietro la schiena, poi con labocca e la lingua, poi con una mano sola, poi gli effetti, e poi roteare la chitarra, eccitare o incitare il pubblico. Stava bene e si divertiva, sereno. Alla fina mi ricordo che rompeva la chitarra, mi ricordo delle fiamme, mi ricordo che era piena la sala.
Questo dei raddoppio del concerto lo ho fatto altre volte, una momorabile fu con Jackson Brown a Castel Sant'Angelo.
Ecco cosi a caldo le impressioni che mi arrivano alla mante, sono contento che tu abbia preso questa iniziativa.
Ora ti saluto, che devo uscire,
Alla prossima
Dicky , nato nel 1950 dicembre.
Quindi avevo 17 annie qualche mese.
Si abitavamo al seraficoe, ed al Palazzo delle SProt ci sono passati tutti i gruppi del tempo, e ne ho visti tantissimi, Rolling Stones, Deep Purple, Pinkfloid, e altri, ma questo in altro tempo. . . Quello di Jimi fu il piu vero e bello. . ciao, e pero mi potresti dire un po' di te: chi sei e che fai enlla vita ?
A memoria i pezzi

riccardo ha detto...

Ebben si,
io ci sono stato. Non ricordo il giorno, ma per certo sono andato per accompaganre Patrizia M. ( persa di vista - abitava a Viale Aeronautica, ha poi fatto veterinaria) per il concerto del pomeriggio , e poi all'uscita ero cosi impressionato, che mi sono messo in fila per comprare un biglietto per la sera, sempre li al Brancaccio di Roma, e l'ho visto una seconda volta.
Posto nel parterre, circa a meta sala. .
E forse stato uno dei primo concerti visti in vita mia, avevo 17 anni e mezzo ed ero appena arrivato a Roma dall'estero. Sinceramente penso che sia stao il primo concerto delle mia vita ( grazie Patrizia, te ne saro per sempre grato) e nello stesso arco di tempo li al Brancaccio ho vissuto i Cream - Crossroads e poi Jan ANderson coi Jethro Tull.
Era propio li, vicino e vero, tranquillo , relaxed, voleva sfoggiare e fare i pezzi o le suonate esibizionistiche, dietro la schiena, poi con labocca e la lingua, poi con una mano sola, poi gli effetti, e poi roteare la chitarra, eccitare o incitare il pubblico. Stava bene e si divertiva, sereno. Alla fina mi ricordo che rompeva la chitarra, mi ricordo delle fiamme, mi ricordo che era piena la sala.
Questo dei raddoppio del concerto lo ho fatto altre volte, una momorabile fu con Jackson Brown a Castel Sant'Angelo.
Ecco cosi a caldo le impressioni che mi arrivano alla mante, sono contento che tu abbia preso questa iniziativa.
Ora ti saluto, che devo uscire,
Alla prossima
Dicky , nato nel 1950 dicembre.
Quindi avevo 17 annie qualche mese.
Si abitavamo al seraficoe, ed al Palazzo delle SProt ci sono passati tutti i gruppi del tempo, e ne ho visti tantissimi, Rolling Stones, Deep Purple, Pinkfloid, e altri, ma questo in altro tempo. . . Quello di Jimi fu il piu vero e bello. . ciao, e pero mi potresti dire un po' di te: chi sei e che fai enlla vita ?
A memoria i pezzi